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Twitch, il futuro dei content?

 

Parlare di Twitch è come parlare di un universo alternativo. 

Sicuramente è un Social atipico, e lo è già dalla sua nascita. 

Il tutto ha origini dalla mente di Justin Kan, o meglio dalla sua fronte: nel 2007, infatti,questo, allora ragazzo, decide di fissare una telecamera sul suo cappello e trasmettere in diretta 24 ore su 24 la sua vita. L’esperimento per un po’ funziona, e richiama sulla piattaforma, all’epoca chiamata Justin.tv, un po’ di utenti. Ma non basta perché dopo la curiosità iniziale, l’entusiasmo sciama. 

La piattaforma di Twitch come lo conosciamo oggi, nasce nel 2011. E da allora i pianeti che orbitano dentro a questo universo in espansione sono davvero tanti.

Contenuti (Il sole, gira tutto intorno ai contenuti):

Content is king? Si, ma su Twitch con qualche differenza. La qualità dei contenuti infatti lascia spazio al puro intrattenimento. La parola chiave sulla piattaforma è solo una: LIVE. Tutti i contenuti sono pensati per essere “gustati” in tempo reale. Il problema principale diventa quindi “Come fare a mantenere vivo l’interesse di chi sta guardando al fine di evitare che interrompa la diretta e passi ad altro?” Un contenuto su Twitch non viene prodotto per essere rivisto successivamente, infatti da quando viene trasmessa la diretta, i video restano in piattaforma per un massimo di 60 giorni

Community (gli abitanti): Il sistema di interazione tra streamers e community è unico. E si fonda su quello che potremmo definire “Accordo della donazione”, un Do ut des tra Streamer e spettatore. 

I Gamers (La tipologia di pianeti più diffusa). Con loro parliamo di uno dei pianeti più grandi che orbitano all’interno di questo universo. La piattaforma è riuscita a raggruppare tutti gli amanti di questa cultura Pop, legata non solo ai videogames, ma anche ai fumetti, e perché no anche al mondo musicale. Non è strano infatti che la piattaforma sia presente alle fiere del fumetto. Spesso creando arene enormi che ospitano duelli tra gamers ma anche concerti. 

E’ curioso pensare che nel 2011 quando Justin Kan pensò che una piattaforma di Streaming sarebbe stata interessante soprattutto per quelle persone che su altri canali, come Youtube, avevano iniziato a caricare video di loro che giocavano ai video games, altri ridettero, chi avrebbe mai voluto vedere altri che giocano?

Ma non solo Justin ha previsto, ma anche creato una vera e propria casa per quello che poi è diventato un fenomeno di portata globbale: I Gamers.

Se il futuro della televisione si vede in servizi come Netflix, il futuro delle dirette è su Twitch. Ma Twitch non è solo una piattaforma, ma è un nuovo mondo che si è creato online con un proprio ecosistema, che ragiona in modo diverso dal resto delle piattaforme online.

E i brand? Un brand dovrebbe essere presente su Twitch?

La risposta è: Si, no, forse.  

Se c’è qualcosa da imparare da questa vicenda è: MAI sottovalutare un pubblico. Se è quasi impossibile per un brand essere presente su Twitch. E’ innegabile che la piattaforma sia riuscita a creare un pubblico. Un pubblico che non dovrebbe essere sottovalutato e in qualche modo la sotto cultura videoludica.

Sofia Ganoza